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Informare senza spettacolarizzare è uno dei motivi che ha spinto la Cooperativa sociale Arkè ad organizzare uno percorso formativo sul tema del maltrattamento ed abuso ai minori, promosso dall’Ufficio di Piano Napoli 3 – Ischia e Procida . Proporlo come corso ha il senso di riconoscere questo tema come un rischio reale, che può essere affrontato per essere riconosciuto e quando possibile … prevenuto. Prevenzione significa “vedere” i minori, osservarne le modificazioni nei comportamenti, mantenere aperto un canale confidenziale, basato sulla fiducia ed il rispetto, perché accompagnare la loro crescita con una presenza amorevole, crea i presupposti a chè ci sia sempre meno rischio.
Lo stato italiano da anni ha legiferato in merito ai diritti dei minori e con l’art. 9 della legge 184/83 c. p., l’art. 331.22 c.p., l’art. 593 c.p. e l’art.403 c.c. invita tutti coloro che lavorano nelle istituzioni pubbliche siano essi insegnanti, medici ed operatori a segnalare eventuali situazioni di maltrattamento, abuso o di abbandono di cui vengono a conoscenza. Ed insieme a chi lavora nelle istituzioni, tutti gli adulti sono chiamati ad essere più coraggiosi e responsabili, a sostenere e monitorare le situazioni a rischio, a sensibilizzare alla democrazia giovani e adulti, per evitare gratuite prevaricazioni dei più deboli. La legge invita a segnalare, il che significa parlare con il servizio sociale territoriale affinché verifichi la realtà ed in caso di necessità, attivi la rete di prevenzione e cura che può cautelare i minori e sostenere gli adulti che ne avessero bisogno, se possibile prima, prima che leggere forme di abuso o di incuria si trasformino in eventi che segnano l’anima e condizionano la vita futura dei minori. Perchè l’abuso esiste, ma come frutto finale di una storia sociale difficile, di problemi personali gravi ed irrisolti. Parlarne oggi apertamente, ha il senso della prevenzione, perché come ogni infezione prolifera con la mancata cura, così questo fenomeno cresce e prolifera se nutrito da dubbi e sensi di colpa, da silenzio e vergogna. Parlarne ce lo fa vedere per quel che è: una espressione di disagio e malessere, che come ogni forma di malessere può essere contenuta e curata con la conoscenza del fenomeno, con il superamento dei pregiudizi e dei giudizi culturali, con l’affinamento dell’ascolto e … con proposte che siano modello e linguaggio sano, normale. Dove la norma è comunicazione anziché silenzio e prevaricazione, collaborazione anziché competizione, accoglienza anzichè … abuso. Un “abbraccio sociale” può sostenere i nuclei familiari in difficoltà, accompagnandoli verso un cammino di risoluzione e di riadattamento. Il tempismo nell’intervento può prevenire espressioni più gravi del fenomeno, promette risultati migliori, in tempi decisamente più veloci. Infatti la prevenzione è più veloce ed efficace di ogni cura. Ci auguriamo che questo corso abbia creato i presupposti per una catena di collaborazione tra professionisti che operano nel sociale, genitori, insegnanti e volontari che spesso sono i primi a rilevare i segnali del disagio. Ognuno, nel suo ambito, è sempre potenziale fautore di una prevenzione morbida, di un ascolto accogliente ed empatico ed eventualmente di una cura. Vademecum abuso.zip (929.91 KB) |